Sailor Profit 1911 large 21kt EF pennino extra fine H
pennino EF ( extra fine ) oro 21KT
Caricamento a cartuccia / converter
Cappuccio - vite


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Il marchio Sailor non ha bisogno di presentazioni, è uno dei marchi più apprezzati ed è sinonimo di qualità costruttiva ma soprattutto di qualità di scrittura. Fra i suo modelli di punta, insieme a Progrear, Realo, KOP, la serie Profit si è imposta in virtù di un ampia scelta di modelli che caratterizzano l'intera gamma del prodotto.

Il caricamento della penna è a cartuccia o a converter, ed oggi parleremo della Profit 1911 large black GT, gemella della black HT. L'unico aspetto che le differenzia l'una dall'altra è la finitura dorata sulla prima e argentata sulla seconda.

La Sailor Profit 1911 è una penna stilografica prodotta in 2 versioni la large e la standard. Anche in questo caso le differenze non si fermano alla corpulenza della penna, come indirizza chiaramente il nome, la Large è più massiccia e larga della versione standard, ma soprattutto dotata di un pennino in ora a 21kt mentre l'altrao è equipaggiata con un pennino a 14kt.

Si tratta di una penna elegante, grande ma non cosi grande come altre, il fusto è corposo è vero, ispirato a modelli europei con la classica forma a sigaro, può ricordare qualche modello importante di qualche maison,…ma alla fine una penna stilografica laccata nera assomiglia a molte altre e la differenza risiede nelle particolarità individuali che riesce a trasmettere.

Grande ma ben raccordata e armonizzata nelle proporzioni, bella senza e con cappuccio calzato "in coda". Elegante tanto nella versione in oro che in quella platino.
E' una bella penna,….importante,… autorevole, trasmette il giusto rispetto, non è quella penna che si lascia in scrivania buttata li, pretende l'affetto e la cura che si dedica alle penne importanti, ma ripaga ampiamente con la scrittura.

La qualità del materiale è elevata. Lo si capisce immediatamente togliendola dalla scatole e impugnandola: ci sono tanti piccoli dettagli che concorrono a trasmettere una sensazione di solidità e qualità: ad esempio la sezione del fusto è maggiore rispetto a penne più piccole ma in questo caso sembra volutamente sovradimensionata per dare una sensazione di corpo unico, ( essendo la penna di taglia large ) e trasmette a chi la impugna, l'impressione di tenere in mano una penna forgiata in un pezzo unico.

A questo fatto concorre l'azzeccata scelta della filettatura avanzata dell'unità scrivente ben ampia e generosa che rende solido l'accoppiamento fra le 2 parti. La cura delle finiture si vede anche nei dettagli come nella guarnizione in gomma che poggia fra fusto e termine della filettatura e fa si che quando avvitate la penna per le operazioni di sostituzione cambio cartuccia, friziona cosi delicatamente e progressivamente lo sforzo fino all'arresto morbido a fine corsa,….come farebbe una chiave dinamometrica tarata per non rovinare la filettatura di un dado costoso.

Attenzioni riservate a penne di un certo pregio,…10 e lode a Sailor. In linea con l'eleganza complessiva le finiture di clip e anellini posti presso la sommità del cappuccio ed alla coda affusolata della penna, offrendo uno slancio alla siluette del fusto.
Finiture un po’ vistose ? beh entriamo nei gusti personali, e lascio giudicare a voi se si possa fare qualcosa in più per caratterizzare la clip del cappuccio, magari solo per alleggerirla alla vista,…ma come sempre rientriamo nel campo della soggettività

Mentre la qualità delle resine e la laccatura……….prim'ordine e piace molto al tatto. E' pur vero che se confrontata con una 146 Le Grand si vede che la cura di accoppiamento e scelta dei materiali è superiore nella tedesca, ma solo se le mettiamo affianco, altrimenti non si sente alcuna esigenza di miglioria maneggiando la giapponese.

La penna è grande ma è perfettamente equilibrata, bellissima da tenere in mano,…ancora una volta conferisce autorevolezza a quello che stiamo per fare, come se questa penne ( al pari di altre importanti ) ci richiedsse una minima riflessione prima di buttarci a capofitto nella scrittura. La freschezza e la spontaneità che una pelikan m150 o m200 possiede non la troviamo su questo genere di stilografiche: la Profit 1911 large non è immediata e prima di dare del TU pretende il LEI, ma una volta compresa sa ripagare con una sensazione scorrevolezza che a mio avviso poche altre stilografiche possiedono, anche comparandola a modelli ben più costosi e blasonati.
Molto spesso mi viene chiesto fra Pilot e Sailor quale delle due sia migliore,…..sono molto indeciso perché pur essendo nipponiche entrambe e molto simili per certi versi, approdano a mondi di scrittura diversi, e niente di meglio che un pareggio potrebbe delineare un eventuale confronto. Potremmo semplificare le differenze sintetizzando che per le lunghe sessioni di scrittura e per una certa eleganza formale la Sailor probabilmente ha una carta in più da spendere, ma per varietà di pennini e appagamento della piacevolezza artistica della calligrafia Pilot ha qualche freccia in più al suo arco.
Soprattutto emerge una particolarità legata alla gamma Pilot, che mantiene costante la qualità di scrittura dalle stilografiche più economiche fino ai modelli di punta, mentre Sailor segna marcatamente un miglioramento man mano che lasciamo l'acciaio per arrivare all'ora 14 carati, ed altrettanto gap separa i 21 dai 14. Provare per credere.
Veniamo ora all'analisi dinamica della scrittura della Sailor Profit 1911 large black GT. Tutto a suo posto, il peso è inesistente da quanto è ben calibrata colpisce la scorrevolezza del pennino …..un EF….sembra incredibile !
Mi colpisce anche lo sforzo degli ingegneri in fase di progettazione che hanno dato alla penna quel giusto peso caricato sulla punta, tanto che si riesce a farla scrivere senza alcuna pressione. Davvero rimarchevole.
Al pennino è dedicata una certa cura e piace anche esteticamente: non è un capolavoro di artigianato da gioielleria, ma è molto bello e soprattutto funziona molto bene.
Il pennino in oro a 21kt è molto più morbido e amichevole rispetto a quello a 14 kt e si fa sentire sulla carta. Niente a che vedere con quello in acciaio, duro come pochi ma pur sempre affidabile anche se meno piacevole durante la scrittura, la lavorazione specifica del pennino in oggetto lo rende rotondo e pastoso, cosa molto insolita per una punta extra fine.
L'impugnatura è comoda, la fine del fusto non ha una svasatura pronunciata da mettere in imbarazzo le dita nelle sessioni prolungate di scrittura, e la posizione corretta si trova con facilità, insieme a tanto spazio per accontentare dita grandi e piccoli nell'accomodarsi per l'impugnatura.
Un piccolo periodo di apprendistato è richiesto per la calligrafica ordinata: pur essendo reso tutto semplice e naturale dall'elevata qualità del pennino, bisogna prendersi un pochino di tempo per familiarizzare con una stazza ( e dunque con una inerzia ) importante che porterebbe ad allargare i segni rotondi e a protrarre un tantino di troppo quelli longitudinali.
il calibro è importante ed adeguato alle dimensioni della stilografica e come abbiamo imparato, qualità dei pennini giapponesi ed il tratto da vero extra fine non trova corrispondenza negli EF europei, garantendo per altro una scorrevolezza ineguagliabile.
La Sailor Profit 1911 large è buona per ? ….per scriverci ! è bella, qualitativamente a punto ma soprattutto rigorosa e precisa, una volta presa la giusta confidenza è possibile tracciare linee rette e verticali e farle coincidere proprio secondo le nostre intenzioni. Non capita con tutte le penne,…il pennino solca la carta proprio come viene impostata ed è molto precisa sebbene non risulti pesante.
Il flusso è da primato per regolarità non c'è né meno né più inchiostro di quello che dovrebbe esserci per assicurare sempre la corretta e costante erogazione del flusso. Il pennino non è né flessibile né elastico: inutile fletterlo perché la variazione di tratto è minima
In conclusione,
valutazione generale - 9,5/10
Ve la consiglio ? SI a tutti coloro che amano la scrittura e la piacevolezza del "calligrafare"

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